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INL - D.C. Giuridica - Nota n. 12 del del 06 maggio 2020

 

Chiarimenti in materia di sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi a seguito della conversione in legge n. 27 del 29/04/2020 del Decreto-Legge n. 18 del 17/03/2020, il cosiddetto decreto Cura Italia.
notifica atto

(di Valerio Giusti, responsabile Aniv EMILIA ROMAGNA)

 

Con nota in oggetto la Direzione Centrale Giuridica dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro interviene per chiarire le disposizioni in materia di sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi a seguito della conversione in legge n. 27 del 29/04/2020 del Decreto-Legge n. 18 del 17/03/2020, il cosiddetto decreto Cura Italia.

La predetta nota chiarisce che sono stati sospesi o differiti i termini dei procedimenti amministrativi dal 23 Febbraio al 15 maggio 2020 con esclusione delle fattispecie elencate al comma 4 dell'art. 103 del DL 18/2020 convertito in legge n. 27/2020.
Con la conversione in Legge del dl 18/2020 è sospeso sino al 15 maggio 2020:
- Il termine per i pagamenti in misura ridotta dei verbali amministrativi (art. 16 Legge 689/81);
- Il termine per i pagamenti in misura minima dei verbali amministrativi (art.13 Decreto legislativo124/04);
- Il termine per la presentazione degli scritti difensivi, istanze di rateizzazione, richieste di audizione e presentazione dei ricorsi amministrativi;
- La notificazione dei processi verbali diversi da quelli da notificare ai sensi dell’art.14 L.689/1981 (ad es. auto trasporto ex art.201 del D. Lgs 285/1992).

Il comma 6-bis dell’art. 103 della L. 27/2020, ha disposto la sospensione dei termini di prescrizione di cui all'art. 28 L.689/81 dal 23 Febbraio al 31 maggio 2020 relativamente ai provvedimenti in materia di lavoro e legislazione sociale e per il medesimo periodo sono sospesi i termini di decadenza di cui all'art. 14 della 689/81 (i famosi 90 giorni per contestare le violazioni accertate).

La nota INL n. 12 esplicita che, in base alle predette modifiche legislative, non si dovrà procedere prima del 01 giugno 2020 alla notifica dei verbali unici di accertamento di cui all’art. 14 L. 689/81.

Per quanto concerne i termini di pagamento delle sanzioni amm.ve ex art. 14 L.689/81:
- sono sospesi sino al 15 maggio 2020 i pagamenti dei verbali notificati entro il 17/03/2020;
- sono sospesi sino al 31 luglio i pagamenti dei verbali notificati in data successiva al 17/03/2020 in forza dell’art. 108 del dl 18/2020 convertito in Legge n.27/2020.

In allegato la nota riporta un elenco esemplificativo dei procedimenti amministrativi ad istanza di parte, di competenza ITL i cui termini risultano attualmente sospesi.

La nota si conclude con un richiamo a due interventi in materia previdenziali ricordando che:
- I Durc in scadenza tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020 saranno validi per ulteriori 90 giorni successivi alla fine dello stato di emergenza;
- I termini di prescrizione contributiva quinquennali sono sospesi dal 23 febbraio 2020 sino al 30 giugno 2020.

 

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Nuove misure di contrasto alla somministrazione illecita

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La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha realizzato un interessante documento di approfondimento, pubblicato sul proprio sito, con il quale viene esaminata la nuova disciplina, l’ambito di applicazione, gli obblighi posti dal Legislatore, il nuovo regime sanzionatorio e i casi di esenzione.

 

A partire da questo anno il Governo ha previsto nuove misure di contrasto alla somministrazione illecita di manodopera.

Il D.L. n. 124 del 26/10/2019 - c.d. collegato fiscale alla legge di Bilancio - convertito, con modificazioni, dalla L. 157/2019, apporta modifiche alla disciplina in materia di appalti e subappalti, ritenute e compensazioni, ed estende il regime del c.d. reverse charge in conformità all'art. 17, comma 6, lettera a-ter, DPR 633/1972 con applicazione dell'IVA a carico del destinatario della fattura.
La decorrenza della nuova disciplina è fissata al 1° gennaio 2020, mentre per le modifiche al reverse charge serve l’autorizzazione del Consiglio dell’Unione Europea.
La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha realizzato un interessante documento di approfondimento, pubblicato sul proprio sito, con il quale viene esaminata la nuova disciplina, l’ambito di applicazione, gli obblighi posti dal Legislatore, il nuovo regime sanzionatorio e i casi di esenzione.

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Vademecum reati

 vademecum 1

Con l’istituzione dell’INL anche ai funzionari ispettivi di Inps e Inail sono stati conferiti i nuovi poteri di polizia giudiziaria. Un grazie ad alcuni colleghi Inps di Milano che hanno realizzato il vademecum che pubblichiamo sul sito dell'Aniv nell'Area riservata.

 

Il VADEMECUM classifica ed elenca, anche se in maniera non esaustiva, i reati che il funzionario di vigilanza può incontrare nell’ambito della sua attività ed illustra le operazioni che il funzionario stesso deve effettuare in tali circostanze. Il documento è disponibile per i soci Aniv nell'Area riservata, sezione DOCUMENTI RISERVATI

 


 

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INL - Nota n. 9943 del 19 novembre 2019

 

Chiarimenti sulla responsabilità solidale di cui all'art. 29, comma 2, D.Lgs. n. 276/2003.

 

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) a seguito di una richiesta di parere inoltrata dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Bologna, con la nota n. 9943 del 19/11/2019 ha fornito alcuni chiarimenti in ordine al termine entro cui è possibile far valere la responsabilità solidale del committente per debiti contributivi (art. 29, comma 2, D.Lgs. n. 276/2003), anche considerate le ultime pronunce della Corte di Cassazione in materia, tra le quali si segnalano la 8662 del 28 marzo e la 18004 del 4 luglio, entrambe dell'anno 2019.

 

TESTO:

"Oggetto: art. 29, comma 2, D.Lgs. n. 276/2003 – responsabilità solidale del committente per debiti contributivi.
Con riferimento alla richiesta di parere di cui all’oggetto, trasmessa allo scrivente Ufficio dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Bologna con nota prot. n. 28357 del 18.09.2019, si ritiene opportuno fornire i seguenti chiarimenti in ordine al termine entro cui è possibile far valere la responsabilità solidale del committente per debiti contributivi, alla luce delle recenti pronunce della Corte di Cassazione...

 

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sindac22INL - Circolare n. 9 del 10-09-2019

 

Art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 – benefici normativi e contributivi e rispetto della contrattazione collettiva. Circolare INL n. 7/2019. Precisazioni e chiarimenti.

 

È stata pubblicata la Circolare n. 9 del 10 settembre 2019 mediante la quale l'Ispettorato Nazionale del Lavoro fornisce alcune precisazioni e chiarimenti in materia di Benefici normativi e contributivi e rispetto della  contrattazione collettiva - art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 - già oggetto della circolare n. 7/2019 mediante la quale l'INL dava indicazioni al personale ispettivo.

Si precisa che l’art. 1, comma 1175, della L. n. 296/2006 prevede il rispetto dei contratti stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, e non si presta ad una applicazione estensiva che porti a riconoscere anche ai contratti sottoscritti da OO.SS. prive del requisito della maggiore rappresentatività in termini comparativi le prerogative che il Legislatore ha inteso riservare esclusivamente ad una platea circoscritta di contratti.

Viene ribadito, inoltre, l’obbligo di iscrizione e versamento alla Cassa edile per le imprese operanti nel settore dell’edilizia. Si chiarisce, infine, che il “rispetto” dei contratti collettivi di cui al comma 1175 dell’art.1 della legge 296/2006 attiene non soltanto alla parte economica ma anche alla parte c.d. normativa del contratto.

Sul tema si segnala infine la Relazione della dott.ssa Maria Sandra Petrotta, Direttore Centrale Inps Entrate contributive e recupero crediti, al Forum Aniv 2018.

TESTO:

"Oggetto: circolare n. 7/2019 – art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 – benefici normativi e contributivi e rispetto della contrattazione collettiva – precisazioni

 

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lettera assunzione firmaINL - Circolare n. 7 del 6 maggio 2019

 

Art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 – benefici normativi e contributivi e rispetto della contrattazione collettiva.

 

L'Ispettorato Nazionale del lavoro, avendo ricevuto alcune richieste di chiarimento in materia di benefici normativi e contributivi di cui all'art. 1, comma 1175 della legge n. 296/2006, e facendo seguito a quanto già illustrato con la propria circolare n. 3/2018, fornisce agli ispettori alcune precisazioni in ordine alla corretta applicazione della disposizione in sede di vigilanza. Si rammenta che la citata norma stabilisce che, a decorrere dal 1° luglio 2007, i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva (DURC), fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali (nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti), stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In particolare nella circolare l'INL precisa che anche il datore di lavoro che si obblighi a corrispondere ai lavoratori dei trattamenti economici e normativi equivalenti o superiori a quelli previsti da accordi e contratti collettivi stipulati da organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, possa legittimamente fruire dei benefici normativi e contributivi in parola a prescindere da quale sia il contratto collettivo applicato. In pratica la fruizione dei benefici non è legata ad una formale applicazione del contratto sottoscritto dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, bensì al trattamento economico e normativo, effettivamente garantito ai lavoratori, che sia almeno pari o superiore a quello previsto da tale contratto.

 

TESTO:

"Oggetto: art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 – benefici normativi e contributivi e rispetto della contrattazione collettiva.
A seguito di alcune richieste di chiarimento e facendo seguito a quanto già illustrato con circ. n. 3/2018 di questo Ispettorato, si ritiene opportuno fornire alcune precisazioni in ordine alla corretta applicazione, in
sede di vigilanza, della disposizione di cui all’art. 1, comma 1175, della L. n. 296/2006.

 

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soccorso alpinoINL - Circolare n. 6 del 3 aprile 2019   new 1

Art. 2, D.Lgs. n. 81/2015 – novità introdotte dal D.L. n. 87/2018 per gli operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Con l’art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015 sono state previste specifiche tutele in relazione alle collaborazioni coordinate e continuative c.d. etero-organizzate; si è previsto, in particolare, che “a far data dal 1° gennaio 2016, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”. Lo stesso art. 2 D.Lgs. n. 81, al comma 2, ha previsto alcune deroghe alla disciplina introdotta nel comma 1, fra cui le collaborazioni per le quali i CCNL prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo o le collaborazioni prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali. Ciò premesso, per le prestazioni rese a far data dal 12 agosto 2018 (anche in caso di contratti sottoscritti prima di tale data) da parte degli operatori del  CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) l'INL richiama l’attenzione del proprio personale ispettivo affinché, nell’ambito delle attività di competenza, tenga in considerazione sia l’ampio margine di autonomia che di per sé caratterizza le collaborazioni di cui alla legge n. 74/2001, sia la loro esclusione dall’ambito applicativo dell’art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015 operata dal D.L. n. 87/2018.

 

TESTO:

"Oggetto: art. 2, D.Lgs. n. 81/2015 – novità introdotte dal D.L. n. 87/2018. Operatori che prestano le attività di cui alla L. n. 74/2001.
Al fine di fornire chiarimenti sulla portata delle novità introdotte dal D.L. n. 87/2018 (conv. da L. n. 96/2018) nell’ambito della disciplina indicata in oggetto e sulla sua applicazione nei confronti degli operatori che prestano le attività di cui alla L. n. 74/2001, d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si rappresenta quanto segue.

 

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sfruttamento lavoroINL - Circolare n. 5 del 28 febbraio 2019   

Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

L'INL, dopo un congruo periodo di vigenza del nuovo art. 603 bis c.p. così come riformulato dalla L. n. 199/2016, ha ritenuto di fornire delle Linee guida per l’attività di vigilanza in materia di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”.

Preliminarmente l'Ispettorato rimarca che, in ogni caso, trattandosi di attività di polizia giudiziaria, gli ispettori dovranno tenere innanzitutto conto delle (eventuali, e/o diverse) indicazioni fornite dalle competenti Procure della Repubblica, sia sugli elementi utili alla configurazione del reato, sia sulle metodologie per l’acquisizione dei relativi elementi di prova. Quindi, dopo aver ricordato che la riformulazione dell'art. 603 bis c.p. da parte della L. n. 199/2016 ha previsto due distinte figure di incriminazione, ovvero quella della intermediazione illecita - che persegue chiunque “recluta” manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizione di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori - e quella dello sfruttamento lavorativo - con cui si punisce penalmente chiunque utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante la citata attività di intermediazione, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno - la circolare esplicita le linee guida e gli indirizzi operativi per tutto il personale ispettivo.

 

TESTO:

"Oggetto: art. 603 bis c.p. intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro – attività di vigilanza – Linee guida.
Dopo un congruo periodo di vigenza del nuovo art. 603 bis c.p. si è resa opportuna l’emanazione delle presenti Linee guida per l’attività di vigilanza in materia di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”.

 

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no verbaleINL - Circolare n. 4 del 11 febbraio 2019   

Preclusione dell’accertamento ispettivo ex art. 3, comma 20, L. n. 335/1995.

Avendo ricevuto richieste di chiarimento in materia di preclusioni dell’accertamento ispettivo (preclusioni ex art. 3, comma 20, L. n. 335/1995, come modificato dalla legge n. 402/1996), l'INL ha fornito con la circolare n. 4 dell'11 febbraio 2019 indicazioni operative al personale ispettivo. Rammentato quanto previsto dal suddetto comma 20 ("Gli accertamenti ispettivi in materia previdenziale e assicurativa esperiti nei confronti dei datori di lavoro debbono risultare da appositi verbali, da notificare anche nei casi di constatata regolarita'. Nei casi di attestata regolarita' ovvero di regolarizzazione conseguente all'accertamento ispettivo eseguito, gli adempimenti amministrativi e contributivi relativi ai periodi di paga anteriore alla data dell'accertamento ispettivo stesso non possono essere oggetto di contestazioni in successive verifiche ispettive, salvo quelle determinate da comportamenti omissivi o irregolari del datore di lavoro o conseguenti a denunce del lavoratore. La presente disposizione si applica anche agli atti e documenti esaminati dagli ispettori ed indicati nel verbale di accertamento, nonche' ai verbali redatti dai funzionari dell'Ispettorato del lavoro in materia previdenziale e assicurativa. I funzionari preposti all'attivita' di vigilanza rispondono patrimonialmente solo in caso di danno cagionato per dolo o colpa grave."), la circolare prende in esame le casistiche che escludono l'applicabilità della preclusione.

 

TESTO:

"Oggetto: verbalizzazione accertamenti ispettivi - preclusioni ex art. 3, comma 20, L. n. 335/1995 - indicazioni operative al personale ispettivo.."

Facendo seguito alle indicazioni già fornite con nota di questo Ispettorato Nazionale n. 120/2017/RIS del 13 aprile 2017, si ritiene opportuno, alla luce di recenti richieste di chiarimento, esplicitare alcuni ulteriori aspetti, anche di carattere operativo, in materia di preclusioni dell’accertamento.”.

 

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