La vigilanza Inail dopo Covid 19

inail post covid(scarica pdf)

Venezia, 23 aprile 2020

Le conseguenze dell’emergenza sanitaria saranno drammatiche e cambieranno l’intero assetto del sistema-Paese; anche le conseguenze economiche saranno molto pesanti e il lavoro del personale ispettivo sarà molto più difficile di quanto lo sia stato finora.

La vigilanza INAIL, però, deve continuare, anzi rafforzarsi, proprio perché la funzione di controllo e verifica è connaturata alla Pubblica Amministrazione, e il bisogno di equità sarà rafforzato dall’emergenza. L’ ispettore INAIL nel rimanere tale deve rafforzare il ruolo di “civil servant”: la via di uscita è, a nostro sentire, riportare la vigilanza ad una funzione “etica”, di vero servizio.

L’attività “core” degli ispettori Inail è sempre stata la verifica del rischio assicurato, ovvero la valutazione della coerenza fra l’attività svolta dalla azienda e la classificazione tariffaria. La corretta analisi dei cicli di lavorazione e l’attribuzione alle corrette voci di lavorazione ha un valore importante, soprattutto per l’azienda ispezionata ma anche sulle future modifiche tariffarie e quindi, di riflesso, sull’intera collettività, che ha, mai come in questo momento, bisogno di equità.


crisi mondiale

L'attività ispettiva post covid 19

 Lettera ai vertici INL, INPS e INAIL

 

 

Al Presiedente Inps - Prof. Pasquale Tridico

Al Presidente Inail - Dott. Franco Bettoni

Al Capo dell’Inl - Gen. Leonardo Alestra

Al Direttore Generale Inps – Dott.ssa Gabriella Di Michele

Al Direttore Generale Inail – Dott. Giuseppe Lucibello

 

 Illustrissimi,

l’emergenza sanitaria in atto ma ancor di più la conseguente crisi economica modificherà l’intero assetto del Paese. Le ripercussioni economiche per molte aziende e per molti lavoratori e famiglie saranno estremamente pesanti. In tale ottica ci si chiede quali prerogative dovrà avere l’attività ispettiva di Inail, Inps e Inl e quale approccio dovrà avere il personale ispettivo con gli abituali interlocutori non appena, ci si augura presto, ci sarà un ritorno alla normalità.
Il personale ispettivo, in queste ultime settimane, consapevole della drammaticità della situazione e del reale bisogno del Paese, ha offerto la propria disponibilità a collaborare con le amministrazioni svolgendo lavori e mansioni che non sono proprie del profilo ispettivo ma che possono essere di aiuto per riuscire a superare presto e dignitosamente questa emergenza. L’alto senso di responsabilità di tutto il corpo ispettivo ha portato a questa nobile decisione. Bisogna, però, pensare al futuro, al periodo post Covid 19. Bisogna pensarci tenendo presente alcuni dati oggettivi che ci dicono che il blocco delle attività significa per molte aziende una forte riduzione del fatturato; per molti lavoratori e per lo loro famiglie un drammatico impoverimento.

Ci sono, per contro, aziende che invece non hanno avuto contraccolpi negativi dal punto di vista economico dall’emergenza sanitaria e che anzi, in taluni casi, hanno avuto un forte incremento di produzione e fatturato.

 

Lettera al Presidente Tridico

                                                                                                                                               (scarica pdf)

Sponchia-Tridico

Carissimo Presidente,

anche alla luce delle recenti dichiarazioni del Ministro, che ti ho prontamente inoltrato, credo sia arrivato il momento giusto per provare un decisivo ulteriore affondo per giungere, finalmente, all’auspicata e necessaria eliminazione del ruolo a esaurimento con la previsione di nuove assunzioni di ispettori Inps e Inail nei rispettivi Enti.

Ti chiedo inoltre, in tale ottica, anche per consentire all’Associazione di affiancarti e darti concreto sostegno in questa operazione, di sensibilizzare il Ministro affinché la stessa dia la disponibilità a incontrare l’Associazione per ascoltare direttamente le nostre motivazioni. Dobbiamo cercare di raccogliere ora i frutti del duro lavoro di questi ultimi anni che, da quando sei Presidente, hai condiviso e portato avanti con grande impegno e convinzione e di questo te ne sono grato io e tutto il corpo ispettivo.

Vorrei, inoltre, sottoporti alcune problematiche che da troppo tempo attendono una risposta concreta e definitiva:

 
Lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti, Signor Donald Trump

di Franceso Paolo Rossi, Professore emerito di diritto del lavoro dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e Coord. Scientifico del centro Studi ANIV di diritto della previdenza sociale “G. BILLIA

Lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti, Signor Donald Trump Casa Bianca Washington USA

 Illustre Presidente, chi Le scrive è un Professore emerito di Diritto del lavoro dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, nato il 2 ottobre 1933 corrente l’Anno Santo straordinario della Redenzione indetto dal Santo Padre Pio XI. Desidero segnalarLe di essere nato in quella cittadina della regione Abruzzo dell’Italia, la quale le ha fornito cravatte splendenti che sono servite ad offuscare la sbiadita e opaca figura della Sua avversaria nella recente competizione elettorale.