Forum 2025 - Terza giornata

 

Terza ed ultima giornata dei lavori del 43° Forum sulla Vigilanza. Sono intervenuti i vertici dello IALI (International Association of Labor Inspection), i dirigenti centrali della Vigilanza Inps e Inail, i rappresentanto delle Organizzazioni sindacali. I lavori sono stati chiusi da Mauro Nori, Capo di gabinetto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

(di Michele Martino e Gianluca Cannone)

 

 

Apertura dei lavori affidata a Giuseppe Patania, direttore interregionale del Sud INL.

Ha ricordato che dal 1° agosto 2024 è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull'intelligenza artificiale (noto anche come Regolamento sull'intelligenza artificiale o AI Act, il Regolamento si applica a decorrere dal 2 agosto 2026, tuttavia il capo I - regole generali - e il capo II - pratiche vietate - si applicano a decorrere dal 2 febbraio 2025, ndr).

Auspica che venga presto recepita e approvata una normativa italiana. Un principio invalicabile dev’essere «…Al centro viene l’uomo, e la macchina non si può sostituire all’essere umano…». Nel documento di programmazione dell'attività di vigilanza si fa riferimento all'attività di intelligence che potrà trarre giovamento dall'uso dell'AI. Anche il dott. Patania precisa che le alte percentuali di irregolarità non devono essere considerate una fotografia del Paese, ma un segnale della capacità della vigilanza di intercettare il fenomeno illecito. Accenna infine all'attività di contrasto al fenomeno del caporalato e sull'effetto discriminatorio che può avverarsi con la selezione dei curriculum basata su AI. Conclude informando che si stanno costituendo dei team specialistici a livello regionale, coordinati da INL, per affrontare ispezioni su aspetti specifici, ai quali parteciperanno anche ispettori Inps e Inail.

Gentile

Poi è la volta della relazione del prof. Giuseppe Gentile, Professore di Diritto del lavoro presso l'Università Federico II° di Napoli e Coordinatore scientifico del Centro Studi Aniv. Ha esposto una serie di riflessioni sull'impatto dell'AI nel rapporto giuridico tra datore di lavoro e lavoratore, e su come l’utilizzo della stessa possa incidere sugli equilibri del sinallagma contrattuale.

Le professioni che sono più esposte all'impatto dell'AI sono quelle più elevata specializzazione. Il Regolamento comunitario definisce quattro categorie di rischio per i sistemi di intelligenza artificiale. La prima presa in considerazione è quella di rischio inaccettabile. Questa categoria comprende sistemi che violano i valori fondamentali dell'UE o i diritti umani, come il punteggio sociale o la sorveglianza di massa. Tali sistemi sono vietati. La seconda categoria considerata è quella di rischio elevato: rientra in questa categoria un'ampia gamma di sistemi che potrebbero causare danni significativi in caso di malfunzionamento: sistemi di identificazione biometrica e riconoscimento facciale, ad esempio. In questa categoria rientra anche il rapporto datore-lavoratore. Poi, a seguire, le altre due fasce meno pericolose.

Quindi si sofferma sull'art. 2087 del CC, il quale impone all'imprenditore l'obbligo di adottare tutte le misure necessarie, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, per tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. Questa tutela potrebbe essere a rischio, in caso di infortuni, con l'utilizzo dell'AI. Potenzialmente l’AI potrebbe essere in grado di fornire direttive al lavoratore e misurare il suo comportamento.

Inoltre sarebbe opportuno organizzare dei corsi di formazione ad hoc per fornire agli ispettori le competenze per individuare i fenomeni illeciti collegati all'AI.

Dopo il prof. Gentile è intervenuto Ho Siong Hin, direttore del Ministero del Lavoro di Singapore, nonché presidente dello IALI (International Association of Labor Inspection, l'associazione internazionale per le ispezioni sul lavoro). Si tratta dell’associazione più rappresentativa a livello mondiale, alla quale è iscritta anche l’ANIV. L'associazione, fondata nel 1972, conta oltre 100 membri in tutto il mondo. Il presidente Ho ha illustrato a grandi linee l’organizzazione e l’attività svolta dallo IALI, i cui obiettivi principali sono:

  • promuovere la professionalità dei suoi membri in tutti gli aspetti dell’ispezione del lavoro, in modo da aumentarne l’impatto e l’efficacia;
  • organizzare conferenze internazionali e regionali ed eventi simili in cui i membri possano scambiare idee ed esperienze su come promuovere al meglio il rispetto del diritto del lavoro e delle buone pratiche;
  • fornire informazioni ai propri membri su questioni professionali tramite il sito web dell'Associazione, newsletter, relazioni e altre pubblicazioni;
  • promuovere una più stretta collaborazione tra i suoi membri, attraverso attività e reti regionali.

Ercoreca Hin

A seguire l’intervento di Ana Ercoreca de la Cruz, presidente di FEDECA (Federazione spagnola delle associazioni del Corpo Superiore dell'Amministrazione Civile dello Stato) nonché segretaria generale dello IALI. Dopo essersi soffermata sulle opportunità che offre l'intelligenza artificiale, ha affrontato uno dei temi più importanti quale il controllo dei lavoratori sul posto di lavoro.

In Spagna è stata approvata una legge che impone alle piattaforme di fornire l'algoritmo che utilizzano per gestire i lavoratori. Nel caso di Amazon è stato riscontrato che venivano utilizzati lavoratori reclutati attraverso un'agenzia interinale, applicando un contratto collettivo non corretto e controllando i lavoratori tramite un'applicazione.
Giuseppe Venier, amministratore delegato di UMANA spa, si è soffermato sulle problematiche connesse alle esigenze di aggiornamento dei lavoratori più avanti con l'età e che hanno acquisito preziose competenze che ora devono essere in gran parte sostituite con l’avvento dell’AI. Ha poi illustrato alcuni aspetti inerenti all’integrazione fra robotica e intelligenza artificiale. Ha riferito di un robot utilizzabile nel campo dell'assistenza socio sanitaria e di come un lavoratore del settore debba acquisire competenze per interfacciarsi con questi nuovi strumenti. Altro aspetto da monitorare è l'utilizzo dell'AI nel campo della selezione del personale, dov’è elevato il rischio di discriminazioni.
In videoconferenza l’intervento di Antonio Pone, direttore centrale Entrate dell'Inps, il quale ha subito chiosato: «Innanzitutto dobbiamo chiederci cosa noi chiediamo all’AI …Io le chiedo di darci il 100% di successo nell’azione di selezione e verifica delle imprese da ispezionare».

Quando entriamo in un’azienda dobbiamo già sapere cosa andremo a trovare, ha continuato, puntando a perseguire i fenomeni effettivamente rilevanti. Questo aspetto è importante anche a causa del numero ridotto di ispettori in proporzione alle aziende. Pone si dice d’accordo con chi sostiene che alla fine ci deve sempre essere l’intervento umano, ma ricorda che l’essere umano non è infallibile. I cosiddetti bias sono presenti anche nelle persone per le valutazioni di fatti e avvenimenti. L’AI oggi può apprendere dai propri errori, e quindi nelle decisioni successive diminuisce la percentuale di fallimento, ad esempio nel contesto di azione predittiva.

Poi suggerisce anche di pensare a quale potrà essere l’AI da qui a dieci anni («…non certamente quella di oggi…» e che essa è uno strumento utilizzato anche da coloro che agiscono illegalmente, per cui bisogna prepararsi anche ad affrontare situazioni nuove ed impreviste. In relazione alla probabilità che i risultati forniti dall’AI possano contenere degli errori, Pone fa rilevare che ciò è maggiormente vero laddove la fonte dati sia il web, mentre tale assunto potrebbe essere al limite dell’infondato quando l’AI viene utilizzata per elaborare dati presenti sulle banche dati della PA e dell’Inps in particolare.

Accenna alla necessità di comunicare le attività dell’Istituto non solo per quanto riguarda la vigilanza diretta, ma anche per l’importante ruolo di segnalatore a favore di altri enti, es dell’Agenzia delle Entrate e della GdF. Infine annuncia che è imminente la pubblicazione del decreto ministeriale relativo al concorso per l’assunzione dei nuovi ispettori.

Foto di gruppo 1

Alessandro Romano, dirigente dell'INPS con il ruolo di direttore centrale di Internal Audit, Risk Management, Compliance e Antifrode, ha illustrato le verifiche fatte dall'Audit sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle attività dell’Istituto. L'attività antifrode si avvale del progetto Sibilla che è in grado di formulare degli indici di conformità contributiva e dunque evidenziare i comportamenti a rischio. Esiste anche l’applicativo Transumanza, che consente di tracciare gli spostamenti di massa di operai da un’impresa all’altra. Grazie a questi strumenti vengono estratte delle liste utili all'attività ispettiva.

Pasquale Caccavale, responsabile dell'area Vigilanza documentale e analisi del rischio dell'Inps, tramite una serie di slide ha parlato del circolo virtuoso creato grazie all’interazione tra le vigilanze dell’Istituto e all’incrocio dei dati presenti negli archivi, mentre Donatella Traversa, che da parecchi anni riveste il ruolo di responsabile dell'area Vigilanza ispettiva e analisi aree di rischio presso la DC Entrate dell'Inps, sottolinea il ritrovato clima di serenità tra gli ispettori, accenna al percorso che ha portato all'abolizione del ruolo ad esaurimento (grazie all'art. 31 comma 12 del d.l. 2 marzo 2024, n. 19, il quale ha abrogato l'articolo 7, commi 1 e 3, del d.lgs. 14 settembre 2015, n. 149, ndr) e annuncia la prossima distribuzione a tutti gli ispettori dei nuovi tesserini con logo Inps.

Alfonsina Amaduzzi, responsabile dell’Ufficio vigilanza assicurativa INAIL, ha definito «…molto interessante…» la relazione fatta il giorno prima dal prof. Georg Gottlob. Poi si è soffermata sull'utilizzo dell’AI nell'attività amministrativa del proprio Istituto, ma sempre seguendo le linee d’indirizzo fornite dal Regolamento europeo. L'Inail sta sviluppando un modello di AI per potenziare l'attività ispettiva e il contrasto all'evasione contributiva, ma anche per intercettare le attività irregolari con un’azione di prevenzione.

Quindi è stata la volta degli interventi dei rappresentanti delle OO.SS., che hanno arricchito i lavori con il loro particolare punto di osservazione. Alessio De Luca, che fa parte dell’ufficio “Lavoro 4.0” della Cgil che si occupa della trasformazione digitale, si è agganciato alla relazione del prof. Gentile per segnalare il disallineamento tra la normativa europea e quella, non ancora approvata, nazionale. Il sindacato, ha detto De Luca, non è, ovviamente, contrario all’utilizzo dell’AI nell’ambito del rapporto di lavoro, ma servono regole chiare e precise per evitare pericolosi fenomeni distorsivi. E segnala anche il ritardo del legislatore italiano. Mentre già dal 2 febbraio u.s. alcune parti del Regolamento europeo sono in vigore, nel nostro paese è ancora fermo in Parlamento il relativo disegno di legge (C. 2316, ndr). Il quale prevede, tra l’altro, una serie di decreti attuativi da emanarsi entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge (!).

Giorgio Graziani, segretario confederale Cisl, dopo aver fatto notare che l’Europa è l’unico continente ad aver adottato una prima norma per regolamentare l’utilizzo dell’AI, ha ammonito che, purtroppo, essa è già pienamente tra noi e sta condizionando la nostra vita sotto diversi punti di vista (ha citato l’esempio dei social e di come l’AI stia influenzando le relazioni sociali). Poi un riferimento alle critiche in materia di infortuni sul lavoro, perché spesso si racconta che si arriva sempre dopo e sempre tardi. Ma nessuno parla degli enormi sforzi che si fanno con le poche risorse, anche umane, a disposizione.

Infine la segretaria confederale Uil, Ivana Veronese, la quale è intervenuta in videoconferenza. Ha desiderato subito ringraziare gli ispettori per il prezioso lavoro svolto e con il numero ormai ridotto all’osso. Le verifiche ispettive oggi sono rese più complicate poiché sono emerse nuove professioni ed attività per le quali è meno facile esercitare la funzione di controllo. Si pensi a tutte le attività legate ad internet ed al web, al mondo degli influencer ecc., per le quali è già problematico il primo accesso ispettivo in mancanza di una chiara sede fisica di lavoro. Auspica una sempre maggior collaborazione fra il sindacato e la vigilanza ispettiva, in quanto organismi, seppur con funzioni diverse, che operano nell’interesse dei lavoratori.

presidente Sponchia chiude lavori

Ha concluso i lavori della terza giornata Mauro Nori, capo di gabinetto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Nori ha voluto esprimere la propria soddisfazione per il tema scelto dall’Aniv per questo Forum e per la qualificata presenza di relatori. Ha selezionato per ciascuno di essi alcune frasi che lo hanno particolarmente colpito, e per ciascuna di esse (o quasi) ne ha rafforzato (o completato) la valenza. In particolare ha ribadito che sì, è vero che la macchina non deve sostituire l’uomo, ma bisogna vedere come fare.

Per quanto riguarda i rischi nell’uso all’interno del rapporto di lavoro e sull’etero direzione, ha precisato «…che il comportamento vessatorio provenga dall’uomo o dalla macchina, i principi non cambiano…sono le risposte e le azioni di tutela che devono essere adeguate…». Ammonisce che esiste il rischio (altissimo) di confusione fra l’ispezione documentale e il lavoro degli ispettori sul territorio. Quest’ultimo non può essere sostituito poiché unica attività in grado di rilevare i punti deboli del complesso sistema di interazione fra il mondo del lavoro e gli enti previdenziali ed assicurativi. «Non è la macchina a sostituire l’uomo», ha infine tuonato Nori, ma il problema grave esiste «…se è l’uomo che si fa sostituire dalla macchina».

Il presidente Aniv Giancarlo Sponchia ha ringraziato tutti i 38 relatori che hanno partecipato ai lavori del Forum, tutti interventi di grande qualità e spessore. Quindi ha espresso una leggera preoccupazione per i tempi lunghi per giungere all’assunzione dei nuovi ispettori, perché più passa il tempo più le risorse saranno insufficienti. Infatti ha ricordato che il numero fissato dal bando dovrebbe coprire la carenza di organico createsi fino al 31 dicembre 2023, e che da tale numero sono già stati sottratti circa una cinquantina di unità rispetto ai valori iniziali (oggi siamo a circa 370 per l’Inps e 86 per l’Inail). Ma poi ci sono stati i posti persi a causa dei pensionamenti del 2024 e quelli che si stanno perdendo nel 2025. Siamo a oltre duecento posti che stanno mancando all’appello e che indicano che siamo ancora sotto organico.

Infine ha ringraziato, con un leggero velo di emozione, tutti gli ispettori presenti a questo Forum, i quali hanno ancora una volta consentito lo svolgimento di questo importante appuntamento annuale, anche grazie al sacrificio economico personale, alcuni (i colleghi degli ITL e degli IAM, ndr) anche utilizzando i propri giorni di ferie.

Tutti gli interventi del forum, in versione integrale, saranno comunque pubblicati appena possibile nell’apposita sezione del sito sotto la voce FORUM 2025.